Bellizzi

All’inizio del 1943 le sorti della seconda guerra mondiale subirono una svolta decisiva con l’interruzione su più fronti dell’avanzata dell’esercito tedesco:

  • a Stalingrado fu annientata l’Armata del Feldmaresciallo von Paulus con la resa dei superstiti alle unità dell’esercito russo guidate dallo stratega Uikov;
  • sul fronte africano, l’esercito inglese, comandato dal Generale Montgomery, sconfisse ad El Alamain le truppe Italo-tedesche del Generale Rommel.

Ottenuto il pieno dominio dell’Africa settentrionale e del Mediterraneo meridionale, gli anglo-americani furono in condizioni di progettare ed effettuare, nel luglio 1943, lo sbarco in Sicilia.

In seguito ai ripetuti colpi subiti dall’Asse Italo-tedesco, il Gran Consiglio del fascismo, nella notte tra il 24 ed il 25 luglio, sfiduciò in una storica drammatica seduta Benito Mussolini, capo del Governo con poteri dittatoriali. Il relativo voto fornì al Re Vittorio Emanuele III lo strumento per destituire Mussolini, che fu fatto arrestare subito dopo avere rassegnato le dimissioni.

Come primo atto conseguente, il Governo italiano, consapevole di avere perduto la guerra, addivenne ad un armistizio con gli anglo-amaricani firmato a Cassibile, in Sicilia, il 3 settembre 1943, ma reso pubblico dal Generale Pietro Badoglio, nuovo Capo del Governo, irresponsabilmente con notevole ritardo l’8 settembre.

Poche ore dopo, alle 3:30 del 9 settembre, scattò l’Operation Avalanche, il cui obiettivo era la conquista di Napoli. Come luogo di sbarco fu scelto dagli alleati il Golfo di Salerno in considerazione della distanza dal capoluogo partenopeo e delle caratteristiche del litorale che si estende da Agropoli a Maiori. L’Operazione “Valanga” si concluse, dopo circa tre settimane di scontri sanguinosi, alle 9:30 del 1° ottobre 1943, con l’entrata in Napoli delle pattuglie corazzate anglo-americane del reggimento “King’s Dragoon Guards”.

Come documenta il geologo Angelo Pesce nel suo studio Salerno 1943 “Operation Avalanche” anche Bellizzi fu tragico teatro di guerra. Infatti, per citare solo qualche episodio, l’11 settembre 1943, dopo accaniti combattimenti, la 169 “Queen’s Brigade” conquistò l’aeroporto di Montecorvino sito a ridosso di Bellizzi; mentre nel pomeriggio del 18 settembre la “Brigata Guardie” occupava il conservificio Baratta fatto oggetto di ben 10 tonnellate di bombe.

In considerazione di questi e altri fattori sono documentati quattro “siti” che testimoniano l’impatto della guerra sul territorio di Bellizzi, allora frazione del comune di Montecorvino Rovella, attraverso il racconto di OPERAZIONE AVALANCHE: BELLIZZI PRIMA E DOPO.

contenuti a cura dell’Associazione Feudo RON ALFRE’

LA STAZIONE FERROVIARIA E IL TRONCO BINARIO

 

Punto di snodo e collegamento per le operazioni degli alleati

LE FAMOSE CASERMETTE

 

Da alloggio dei militari a rifugio per gli sfollati di guerra

I QUADRI DEL PRIGIONIERO TEDESCO

 

Joseph Andreas Pausewang, artista e soldato

IL GRANDIOSO TABACCHIFICIO ANGELONI DI BELLIZZI

 

Il più grande dell’Italia meridionale, distrutto nel 1943

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